Caso… necessità… o…
Ogni nuova idea si deve scontrare con quelle presenti sul territorio, ingaggiando, come ben descritto ne “Il gene egoista” di Richard Dawkins, una battaglia senza esclusione di colpi, fino all’esito finale.
La sottile diatriba tra coloro che sostengono a spada tratta che l’evoluzione biologica, ovvero l’Evoluzione delle Specie, sia stata esclusivamente determinata dal caso, piuttosto che dalla necessità, saranno costretti a confrontarsi con l’ingresso di nuovi paradigmi, proposti da fisici quantistici.
Vorrei portare, a titolo d’esempio, il caso specifico di un insetto, le cui strategie di sopravvivenza fanno riflettere e non poco.
Meloe proscarabaeus è un coleottero, insetto del gruppo degli scarabei e dei cervi volanti, che ha adottato una tecnica molto particolare per attirare le api.
Caso unico, per ora, del panorama zoologico, questo coleottero ha elaborato una strategia che utilizza determinati odori.
Gli adulti del Meloe depongono sul terreno le uova e dopo la schiusa le piccole larve si arrampicano in massa sulla cima dell’erba e dei fusti delle piante aspettando l’arrivo di un’ape solitaria.
Gli studiosi hanno condotto complessi esperimenti in laboratorio, osservando questo fenomeno dal vivo. Successivamente i ricercatori hanno raccolto e analizzato le larve con uno strumento sofisticato chiamato gascromatografo-spettrometro di massa, per determinare le molecole complesse, presenti negli insetti.
Le analisi gascromatografiche hanno documentato la presenza di “profumi” che ricordano molto il bouquet tipico di alcuni fiori.
In particolare le larve dei coleotteri emettono una miscela di molecole relativamente leggere chiamate monoterpenoidi, come ad esempio l’ossido di linalolo e l’aldeide lilla, che sono molto comuni nelle piante e molto rare negli insetti.
Tobias Köllner, l’entomologo che ha realizzato lo studio, ha così commentato:
“Abbiamo visto il cromatogramma e abbiamo pensato: ‘Questo è un fiore, non un insetto”.
Successivamente gli studiosi hanno sperimentato su alcuni impollinatori come le api, Osmia bicornis e Colletes similis, l’effetto di tali sostanze, dimostrando che entrambe le specie di api ne erano attratte.
Queste osservazioni spiegano il motivo che consente alle larve di coleottero di attaccarsi alle api per raggiungere l’alveare e nutrirsi delle uova e del nettare.
E’ stato pubblicato di recente sulla rivista Pre-Print BioRxiv da un team di chimici del Max Planck Institute for Chemical Ecology, uno studio che asserisce che questa specie di coleottero sia il primo esempio di un animale che riesce a imitare l’odore dei fiori.
Il comportamento di questo curioso coleottero estende il concetto di mimetismo chimico a più regni, svelando che gli animali possono sviluppare strategie di natura chimica sfruttando la comunicazione tra pianta e impollinatore.
Ko Mochizuki, ecologo dell’Università di Tokyo ha dichiarato che queste osservazioni
“Sollevano l’intrigante domanda su quanto possa essere diffuso questo tipo di mimetismo chimico e quanto spesso sia passato inosservato”.
Per spiegare strategie così articolate e complesse unicamente con il caso è necessario possedere una fede sconsiderata nella capacità probabilistica della natura e delle mutazioni genetiche favorevoli.
Da un punto prettamente evolutivo dovremmo pensare che gli insetti adulti di Meloe proscarabeus abbiano deposto le uova nella terra, “pur sapendo” che le larve non si sarebbero potute nutrire di residui vegetali o di foglie d’erba, ma “prevedendo” che salendo sugli steli, avrebbero potuto attirare le api con i loro chimici accorgimenti…
Tutti questi passaggi organizzati secondo questo tipo di sequenza presumerebbero una consapevolezza da parte degli attori, che lo scientismo si rifiuta di considerare.
Se desiderassimo spiegare questo fenomeno secondo le regole della classica Selezione Naturale, dovremmo descrivere i seguenti punti:
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Gli insetti adulti depongono le uova in terra, una parte di queste potrebbe sviluppare delle larve.
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Le larve che nascono in terra non potrebbero però sopravvivere per mancanza di nutrienti e per l’incapacità di procurarsi cibo.
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Alcune di esse, a causa di una mutazione che ne modifica il comportamento, salirebbero su dei fili d’erba.
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Tra tutte quelle che sono salite sui fili d’erba solo 1/n individui, a causa di un’altra mutazione favorevole, potrebbe sviluppare la capacità di produrre delle sostanze chimiche che attraggano le api.
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Quando attratta dal profumo si avvicina un’ape, solo la/le larve che avranno acquisito con una nuova mutazione la capacità di attaccarsi all’insetto, saranno in grado di essere trasportate nell’alveare.
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Giunti nell’alveare solamente le larve che avranno acquisito, con una ennesima mutazione, la facoltà di staccarsi dall’ape potranno entrare a contatto con le uova e saccheggiare l’alveare… senza scatenare o suscitare reazioni da parte delle api stesse…

