Darwin si? o Darwin no?

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Giancarlo Guerreri

E’ in corso un dibattito ideologico che si propone di offuscare la memoria...

E’ in corso un dibattito ideologico che si propone di offuscare la memoria del grande scienziato inglese…?

 

In un momento complesso come quello attuale, tutto sembra perdere la propria trasparenza e la propria capacità d’essere compreso.

Le mode e le proposte più o meno decenti imperversano sui canali e sui social, cercando di rendere a volte ridicole le forme più consolidate di ipotesi scientifiche e non.

Senza arrivare a prendere in considerazione i terrapiattisti, che dalla loro hanno qualche problemino di credibilità scientifica, ma considerati instancabili fornitori di pura comicità di tipo crozziano, potremmo affrontare problemi più seri come ad esempio quello della crociata antidarwinista che sembra infuriare su una parte del globo.

L’antidarwinismo sembra essere un fenomeno sociale che riguarda molti Paesi, diffusi in tutto il Pianeta.

Esempi di movimenti anti-darwinisti:

– Creazionismo: Stati Uniti, Europa, Australia

– Intelligent Design: Stati Uniti, Europa

Creazionismo: il creazionismo è la credenza che la vita sulla Terra sia stata creata da un essere superiore, spesso identificato con Dio. I creazionisti sostengono che la teoria dell’evoluzione sia falsa e che la Bibbia offra una spiegazione più accurata dell’origine della vita. In particolare il Creazionismo appartiene a quelle superate ideologie basate su una lettura letterale della Bibbia, che senza tener conto delle prove oggettive di tipo paleontologico, genetico e immunologico asseriscono che in sette giorni il Creatore creò e popolò la Terra con tutti i suoi abitanti.

La genialità del pensiero darwiniano consistette proprio nel trovare e proporre una alternativa più credibile e supportabile scientificamente: la Selezione Naturale.

Secondo questo meccanismo a partire da esseri viventi molto semplici si giungerà ad organismi sempre più complessi. Questo avviene poiché modificandosi l’ambiente, sopravvivranno solo quegli organismi che avendo subito mutazioni favorevoli, potranno adattarsi meglio di altri ai nuovi ambienti.

Da un lato avremo, quindi, delle modificazioni ambientali, come temperatura, isolamento geografico, umidità, ecc… e dall’altro delle mutazioni genetiche che possano far nascere nuovi adattamenti che aiutino a vivere nel nuovo ambiente.

La Teoria darwiniana si basa essenzialmente su prove di questo tipo, ovvero sulla osservazione che vi sia una costante varietà individuale nelle popolazioni e che le condizioni ambientali possano favorire, o meno, individui diversi della medesima popolazione.

Altra considerazione che Darwin fece, osservando il becco dei fringuelli presenti sulle numerose isole dell’arcipelago delle Galapagos, fu che l’isolamento geografico, dovuto all’allontanamento reciproco delle isole stesse, aveva prodotto forme differenti del becco, legate alla possibilità degli uccelli di nutrirsi di insetti o semi vegetali. La dimensione del becco è un’importantissima caratteristica in quanto influisce sulla dieta di ciascun fringuello, determinandone quindi anche il comportamento e la scelta della porzione di isola occupata.

La diversificazione nella dieta è anche utile a ridurre la concorrenza interspecifica, ossia la competizione che può instaurarsi tra volatili appartenenti alla medesima specie.

Inoltre, le differenze nella dimensione del becco e del corpo ha portato i vari fringuelli a sviluppare cinguettii distinti. Il richiamo canoro è, per questi e molti altri uccelli, un richiamo di accoppiamento. Darwin osservò che queste peculiarità legate alle differenze nel becco abbiano anche un impatto sui comportamenti riproduttivi e quindi sull’evoluzione e diversificazione di questi uccelli.

“Osservando questa gradazione e diversità di struttura in un gruppo piccolo e molto affine di uccelli, si può realmente immaginare che da uno scarso numero originario di uccelli di questo arcipelago, ogni singola specie di questo gruppo sia stata modificata per scopi differenti”. C. Darwin Viaggio di un naturalista attorno al mondo (1839)

Non ci vogliamo soffermare sulle migliaia di esempi legati all’azione della Selezione Naturale, bastano piccole indagini bibliografiche per confermarlo.

Una prova inconfutabile del valore delle idee darwiniane la regalano le osservazioni paleontologiche: la Terra ha circa quattro miliardi di anni, e la vita si è presentata nel Archeozoico, circa 3,5 miliardi si anni fa, con le prime forme di vita unicellulare. Nei successivi 3,5 miliardi di anni la vita si è sviluppata in complessità crescente:

– 3,5 miliardi di anni fa: prime forme di vita unicellulare

– 2,1 miliardi di anni fa: prime forme di vita multicellulare

Eone Fanerozoico (541 milioni di anni fa-oggi)

Era Paleozoico (541-252 milioni di anni fa): esplosione della vita multicellulare, nascono i Pesci (530 milioni di anni fa e gli Anfibi 360 milioni di anni fa)

– 252 milioni di anni fa: estinzione di massa del Permiano-Trias

Era Mesozoico (252-66 milioni di anni fa): era dei dinosauri e nascita dei mammiferi

– 66 milioni di anni fa: estinzione dei dinosauri.

Era Cenozoico (66 milioni di anni fa-oggi): era dei mammiferi e dell’uomo

Homo heidelbergensis (600.000-300.000 anni fa): antenato comune di Homo sapiens e Neanderthal

Homo rhodesiensis (300.000-125.000 anni fa): transizione verso Homo sapiens

Homo sapiens arcaico (200.000-50.000 anni fa): prime forme di Homo sapiens

Homo sapiens moderno (50.000 anni fa-oggi): specie umana moderna

– 200.000 anni fa: apparizione dell’Homo sapiens

  1. Homo heidelbergensis (600.000-300.000 anni fa): antenato comune di Homo sapiens e Neanderthal

  2. Homo rhodesiensis (300.000-125.000 anni fa): transizione verso Homo sapiens

  3. Homo sapiens arcaico (200.000-50.000 anni fa): prime forme di Homo sapiens

– 40.000 anni fa scomparsa del Neanderthal

  1. Homo sapiens moderno (50.000 anni fa-oggi): specie umana moderna.

Senza entrare in pleonastici dettagli che appesantirebbero eccessivamente questo scritto, mi limiterò a far notare come nei tempi antichissimi vi fossero solo animali e piante unicellulari, successivamente entrarono sul palcoscenico del nostro Pianeta esseri viventi sempre più complessi, fino alla comparsa dell’uomo. Quindi se in un terreno dell’Archeozoico avessimo trovato, per assurdo, il fossile di un elefante… tutto il castello di carte dell’evoluzione crollerebbe senza dubbio alcuno. Ma questo non si è mai verificato.

L’ipotesi del Disegno Intelligente: l’Intelligent Design è un movimento che sostiene che la complessità della vita sulla Terra richiede un progettista intelligente. Gli aderenti a questo movimento affermano che alcune strutture biologiche sono troppo complesse per essere spiegate dalla selezione naturale e quindi devono essere state progettate da un’intelligenza superiore. Questa ipotesi ha avuto negli Stati Uniti un forte seguito, specialmente negli stati del sud e del Midwest, nonché in altri Paesi europei come Polonia, l’Ungheria e la Russia, dove la Chiesa cattolica e altre organizzazioni religiose hanno espresso riserve sulla teoria dell’evoluzione.

L’Intelligent Design non nega assolutamente l’evoluzione delle specie, le prove paleontologiche e geologiche sono oggettive e inconfutabili, mette però in discussione l’azione unica e determinante della casualità delle mutazioni genetiche e della Selezione Naturale, come uniche cause che possano aver determinato l’evoluzione delle specie.

Quello che non piace agli scienziati ortodossi è che a “collaborare” con le mutazioni genetiche e la Selezione Naturale possa esserci una Causa trascendente… individuata in un Ente di divina natura.

Si tratta di un confronto tra due Visioni del Mondo in parte contrapposte e in parte simili, dove il fattore che determina la frattura è la comparsa della sopracitata Causa trascendente.

Una Causa trascendente, che possiamo chiamare Principio Creatore, Divinità, Uno, ecc… sfuggirebbe, per definizione all’indagine scientifica, ma non per questo motivo saremo autorizzati ad escluderne, aprioristicamente, l’esistenza.

Per lo stesso motivo non saremo autorizzati a considerare, con matematica certezza, le mutazioni genetiche e la Selezione Naturale come le uniche cause che hanno determinato il complesso percorso dell’Evoluzione delle specie.

Personalmente trovo ridicolo tentare di offuscare la memoria di Charles Darwin, mettendo in discussione l’ipotesi della Selezione Naturale. Inoltre Darwin, pur essendo coevo di Gregor Mendel, non ebbe la possibilità di confrontarsi sugli studi del sacerdote di Heinzendorf, pioniere della attuale genetica, studi che avrebbero sicuramente rafforzato le sue intuizioni.

Inoltre Darwin pur non essendo praticante non ha mai dichiarato di essere ateo.

Per maggior chiarezza, riporto un passo tratto dalla sua “Autobiografia“:

Non sono mai stato ateo nel senso di negare l’esistenza di un Dio… Un agnostico sarebbe la descrizione più corretta del mio stato mentale” (1876-1881, pubblicata nel 1887, dopo la sua morte).

Darwin, infatti, aveva una visione complessa e mutevole sulla religione e sulla fede. Cresciuto in una famiglia cristiana, studiò teologia a Cambridge con l’intenzione di diventare un pastore anglicano. Tuttavia, le sue scoperte scientifiche e la morte della figlia Annie lo portarono a mettere in discussione la sua fede.

In sintesi, Darwin non si identificava come ateo, ma piuttosto come agnostico, e la sua visione sulla religione e la fede era complessa e soggetta a cambiamenti nel corso della sua vita.

Criticare il suo Lavoro significa offendere l’immagine di uno tra i più grandi scienziati della storia.

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