Editoriale: siamo qui per puro caso o per scelta cosciente? Giancarlo GUERRERI 15 Febbraio 2026

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Giancarlo Guerreri

  Un dilemma scientifico-filosofico che ci accompagna dalla nascita… Desidero riprendere L’argomento anticipato...

 

Un dilemma scientifico-filosofico che ci accompagna dalla nascita…

Desidero riprendere L’argomento anticipato nell’articolo del 1° febbraio 2026, relativo ad una nuova interpretazione della Selezione Naturale.

Non si tratta di negare o mettere in discussione il pensiero di Charles Darwin, sarebbe ridicolo. Si tratta di proporre e integrare con la teoria stessa la nuova visione del mondo proposta da Federico Faggin.

Alla base dell’idea del “Modello QIP”, proposto da D’Ariano e Faggin, c’è l’assunto che la Coscienza non sia un effetto dell’attività cerebrale dell’uomo, bensì un Ente che precede lo Spazio-Tempo, generato dalla coscienza stessa. Potremmo quindi affermare che secondo questo Modello lo Spazio-Tempo sia un epifenomeno della Coscienza.

Si tratta, come il Lettore potrà ben immaginare, di una rivoluzione copernicana, un cambiamento di prospettiva fondamentale che stravolge completamente i consolidati paradigmi della biologia classica.

Faggin propone un’impalcatura filosofico-scientifica molto rigorosa che reinterpreta sulla base delle nuove scoperte della fisica quantistica, i processi dell’evoluzione delle specie.

Tenteremo di descrivere a sommi capi quanto esposto nei tre libri pubblicati da Mondadori, “Silicio 2019”, “ Irriducibile 2022” e “Oltre l’Invisibile 2024” cercando di cogliere quegli aspetti che possono descrivere le tappe e le cause dell’evoluzione biologica.

A titolo di premessa citerò alcuni esperimenti noti fin dalla seconda metà del secolo scorso che proposero una interpretazione dei fatti ora messa in totale discussione.

Nel 1953, a Chicago, Stanley Miller e Harold Urey hanno simulato le condizioni della Terra primordiale, creando un ambiente con metano, ammoniaca, idrogeno e vapore acqueo, e sottoponendolo a scariche elettriche. Il risultato è stato la formazione di aminoacidi, i mattoni delle proteine, a partire da sostanze inorganiche.

Tuttavia, dopo una prima favorevole accettazione della teoria che descriveva l’esperimento come la prova della formazione della vita sulla terra, vennero mosse precise critiche riguardanti alcune lecite considerazioni:

    – L’atmosfera primordiale potrebbe non essere stata così riducente (priva o quasi di ossigeno ma ricca di idrogeno, metano e ammoniaca) come ipotizzato da Miller e Urey.

    – La presenza di ossigeno e altri gas potrebbe aver influenzato la formazione di molecole organiche.

E, soprattutto, l’esperimento non spiega come le molecole organiche si siano assemblate in strutture più complesse, come le cellule.

Linn Margulis, la biologa americana nota per gli studi sulla simbiosi dei batteri, così scrive: “Esperimenti come questi hanno diffuso, sia tra gli scienziati sia nell’uomo della strada, la convinzione che uno o pochi fulmini, colpendo il ricco brodo chimico dei mari dell’Archeano, abbia determinato la fusione degli atomi di carbonio e di idrogeno con altri elementi nelle combinazioni idonee a produrre la vita. Idea comune è che la vita sia apparsa improvvisamente e quasi istantaneamente dal brodo prebiotico. Altri scienziati sostengono che le probabilità che ciò avvenga sono praticamente nulle, inferiori a quelle per cui un uragano investendo una massa di rottami, riuscirebbe a montare un Boeing 707”. (Linn Margulis – Microcosmo Mondadori 1989).

La teoria di Miller-Urey si basa sull’ipotesi che un numero enorme di scontri casuali tra molecole abbia potuto creare macromolecole complesse fino a produrre la vita… ma molti scienziati la considerano una proposta inaccettabile.

Altre teorie parlano di inseminazione da parte delle meteore di sostanze considerate “i mattoni della vita”, come nucleotidi e alcuni aminoacidi. Sempre Lynn Margulis obietta dicendo che se anche fossero piovute sostanze biologiche dal cielo avrebbero dovuto trovare sulla terra un ambiente adatto allo sviluppo…

Tornando a Faggin prenderemo spunto da “Oltre l’invisibile”, per provare a descrivere la nascita della vita biologica e l’evoluzione degli organismi.

Faggin propone un concetto fondamentale alla base della Teoria QIP: la seity.

“La “seity” è un’entità quantistica con tre proprietà fondamentali e indivisibili: coscienza, agentività e identità. Le seity elementari che ho chiamato unità di coscienza (UC) emanano direttamente da Uno. La combinazione di seity comunicanti, ciascuna con la propria coscienza, identità e libero arbitrio, dà vita a gerarchie di seity, significati, simboli, regole sintattiche e linguaggi. Comunicando tra loro le seity creano, strato dopo strato, varie organizzazioni in cui sperimentare se stesse e aumentare la propria conoscenza di sé.”  F.Faggin – Irriducibile

In altre parole Faggin sostiene che la coscienza, emerga dalle seity, correlando le gerarchie di tali UC, mentre il cervello agirebbe solo come un trasduttore che interpreta quanto vissuto e trasmesso dalla coscienza.

Si comprende facilmente la portata rivoluzionaria di simili affermazioni che trasformano completamente la nostra visione della realtà.

Faggin sostiene che la seity sia un tipo di campo quantistico che rappresenta l’unità fondamentale della coscienza.

Secondo questa teoria le seity sono organizzate in livelli crescenti di complessità che corrispondono a differenti livelli evolutivi di Campi quantistici.

Quindi Faggin propone una visione in cui la coscienza (seity) è il fondamento della realtà, e i campi quantistici sono il mezzo attraverso il quale la coscienza si esprime e interagisce con il mondo fisico.

Secondo Faggin “…le prime seity elementari UC (Unità di Coscienza) hanno creato i primi simboli vivi, ossia i fotoni. Da questi sono emersi poi i quark, i gluoni e gli altri simboli vivi, che hanno permesso alle UC di memorizzare le loro esperienze e di soddisfare anche il loro bisogno di comunicare il significato di tali esperienze. Questi sviluppi hanno poi condotto le UC a combinarsi in una gerarchia di seity, con i rispettivi simboli vivi composti.” F.Faggin – Irriducibile.

Faggin descrive la differenza tra simboli vivi e simboli classici: “i simboli vivi sono le particelle elementari, i nucleoni, gli atomi, le molecole e le macromolecole individuali, ovvero le strutture quantistiche che interagiscono individualmente tra loro nello spazio-tempo usando le leggi probabilistiche della fisica quantistica”.

Prima di Faggin i precedenti modelli relativi alla nascita della vita sulla terra, erano sostanzialmente proposte che delegavano al caso e al tempo le cause principali della fortuita aggregazione di molecole e atomi. Tali elementi biologici scontrandosi e interagendo tra loro, avrebbero finito per organizzarsi in strutture sempre più complesse, fino a creare la cellula di un batterio.

Inoltre si calcola che in un batterio siano presenti oltre 1.000 reazioni biochimiche, mentre in una cellula dotata di nucleo oltre 100.000. Come molti attualmente pensano delegare al tempo e al caso una simile responsabilità sia sicuramente poco probabile, per altri statisticamente impossibile.

Faggin fornendo di coscienza le singole particelle propone che: “…l’origine della vita non proviene da variazioni casuali o da selezione naturale, ma da variazioni simboliche che riflettono l’aumento della conoscenza di sé delle seity, che le ha portate gradualmente fino al punto di creare un simbolo in grado di riprodursi da solo.”

Alla base di questa teoria vi è la coscienza che utilizzerebbe i simboli presenti nei campi quantistici per comprenderne e comunicare ad altri il significato.

Nel contesto specifico dell’origine della vita sulla Terra, Federico Faggin parla di Luca (Last Universal Common Ancestor).

Luca è considerato l’antenato comune di tutte le forme di vita sulla Terra, un organismo unicellulare (probabilmente un batterio) che si pensa sia vissuto circa 3,5-4 miliardi di anni fa.

Faggin, nel suo libro Irriducibile, discute dell’origine della vita e della possibilità che la coscienza sia una proprietà fondamentale dell’universo. Lui suggerisce che Luca potrebbe essere stato il punto di partenza per l’evoluzione della vita sulla Terra, e che la coscienza potrebbe aver giocato un ruolo chiave in questo processo.

Ecco alcune delle idee di Faggin su Luca:

– La prima cellula: Luca è considerata la prima cellula vivente sulla Terra, da cui sono derivate tutte le altre forme di vita.

– La coscienza primordiale: Faggin suggerisce che Luca potrebbe aver posseduto una forma di coscienza primordiale, che ha guidato l’evoluzione della vita.

– L’origine della vita: Faggin discute dell’origine della vita sulla Terra e della possibilità che la coscienza sia stata il fattore chiave che ha reso possibile l’emergenza della vita.

Con questa lunga, forse troppo, serie di considerazioni ho voluto descrivere una teoria che possa suggerire una diversa comprensione della realtà.

Secondo Faggin ogni particella, essere vivente (pianta o animale), uomo compreso, è solamente una sorta di avatar guidato da una coscienza. Nel caso delle particelle le scelte delle reazioni chimiche sono dovute alle Unità di Coscienza (UC) che interagiscono tra loro per formare atomi e molecole complesse. Mentre le cellule sono Seity, ovvero entità autonome che possiedono una forma di coscienza e identità propria, e sono in grado di interagire con l’ambiente circostante.

Un esempio che lo Scienziato vicentino porta a conferma di quanto appena affermato, è quello del Paramecio, ovvero di un Protozoo ciliato, formato da una sola cellula, che si comporta come un “pesciolino”. Il Paramecio nuota, si nutre e si accoppia per riprodursi, il dato strabiliante è che la sua autonomia non utilizza alcun sistema nervoso ma solo recettori biochimici che gli permettono una totale autonomia. Faggin ci ricorda anche che mentre ogni essere vivente è in grado di nutrirsi, crescere e riprodursi, nessuno strumento tecnologico è in rado di fare altrettanto.

Faggin utilizza il termine Seity per descrivere le cellule e gli organismi viventi, suggerendo che essi possiedono una forma di coscienza e auto-organizzazione che non può essere ridotta a semplici processi chimici e fisici.

Salendo nella scala evolutiva, gli organismi pluricellulari, gli esseri viventi sempre più complessi, fino all’uomo, sono campi che creano Seity sempre più complesse che organizzano individui portatori di coscienza.

Ovviamente in questo complicatissimo processo evolutivo la Selezione Naturale continua la propria azione per contrastare le mutazioni dell’ambiente e per favorire gli esseri viventi alla crescita e alla riproduzione… la grande differenza tra la visione neo darwinista e quella di Faggin-D’Ariano, è che la prima delega al caso ogni responsabilità, mentre la seconda rende responsabile la Coscienza di ogni individuo.

“Ci vuole più fede a credere al caso come dice la scienza che alle ipotesi della teologia”  (da un’ intervista a Federico Faggin).

Da una ricerca sul WEB con IA, osserviamo simili considerazioni pronunciate da parte di molte Menti eccellenti:

Sir Fred Hoyle (Astrofisico):

Hoyle, pur essendo ateo per gran parte della sua vita, rimase talmente colpito dalla precisione delle leggi fisiche da coniare una delle metafore più famose in questo ambito:

“La probabilità che la vita si sia formata per caso è paragonabile alla probabilità che un tornado, passando sopra un deposito di rottami, riesca a montare un Boeing 747 perfettamente funzionante.”

Egli affermò che un’interpretazione dei fatti basata sul buon senso suggerisce che un “super-intelletto” si sia divertito con la fisica.

Max Planck (Padre della Fisica Quantistica)

Planck, premio Nobel per la fisica, sostenne apertamente che la materia non esiste di per sé, ma solo in virtù di una forza:

“Dobbiamo assumere, dietro questa forza, l’esistenza di uno Spirito cosciente e intelligente. Questo Spirito è la matrice di tutta la materia.”

Per lui, attribuire tutto al caso era meno logico che attribuirlo a un’intelligenza.

Blaise Pascal e il pensiero moderno:

Sebbene Pascal sia antico, il suo approccio sulla scommessa è la base di questo ragionamento. In tempi più recenti, autori come C.S. Lewis (ne Il problema del dolore) o il fisico e sacerdote John Polkinghorne hanno argomentato che la razionalità dell’universo è un “indizio” che rende la fede più ragionevole del cieco materialismo.

Antony Flew (Il filosofo che “cambiò idea”)

Flew è stato per decenni uno degli atei più famosi al mondo. Verso la fine della sua vita, scrisse un libro intitolato Dio esiste (titolo originale: There Is a God), in cui spiegava che le prove del DNA e della complessità biologica lo avevano convinto che:

“Seguire l’evidenza ovunque essa conduca” portava inevitabilmente a un’intelligenza creatrice, poiché il caso non poteva spiegare l’origine dell’informazione.”

Come potranno osservare i sostenitori del “Caso“… vi sono menti eccellenti che la pensano diversamente…

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