Editoriale: i paradigmi della nuova scienza

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Giancarlo Guerreri

  Chi è abituato a chiudere gli occhi di fronte a qualsiasi tragedia...

 

Chi è abituato a chiudere gli occhi di fronte a qualsiasi tragedia o massacro, chi riesce a restare indifferente al male, considerandolo necessario o inevitabile, non prosegua nella lettura di questo editoriale.

Coloro che sono alla ricerca di una Verità che riesca a dare un senso alla propria vita e che perseguono delle azioni etiche che superino i limiti dell’indifferenza alla quale i Soliti Noti, vorrebbero abituarci, hanno l’obbligo morale di ribellarsi e di combattere con tutte le proprie forze quello che ognuno di noi conosce molto bene e che, superando la dilagante ipocrisia, definisce “il male”.

Non si tratta di superare l’indifferenza verso coloro che riteniamo le vittime del Sistema, si tratta di comprendere che gli altri siamo noi e che nessuno è separato dal Tutto, quindi considerare l’altro un nostro nemico significa cadere nella trappola che vorrebbe indurci a gratificare il nostro Ego, a scapito della vita degli altri, combattendo coloro che non sono distinguibili da noi.

La comprensione di questo concetto farà scattare, in alcuni, un meccanismo di allontanamento, mentre indurrà altri a comprendere il valore della cooperazione, e a contrapporlo con quello che oggi è comunemente accettato e insegnato: la competizione.

Gli Esseri umani, come tutti gli altri esseri che sono presenti sul nostro e su altri pianeti, a partire dalle più piccole particelle, fino alle strutture viventi più complesse formate da miliardi di cellule, sono interconnessi e dialogano quantisticamente con gli esseri che fanno parte dello stesso “Campo”.

Secondo il pensiero di Einstein, il concetto di campo ci dice che gli oggetti fisici non sono limitati nello spazio, ma hanno nello spazio una loro infinita estensione, che è il campo.

Mi accingo a scrivere questi concetti perché stiamo vivendo il momento peggiore di tutta la storia dell’ umanità.

Se il genere umano non si sveglierà, uscendo dalla morsa di un potere volto al male, resterà pochissimo tempo da vivere per tutti.

Molte menti consapevoli si stanno aprendo a una nuova dimensione che considera l’Amore l’unica via di salvezza. Senza alcuna forzatura di tipo religioso, considerando l’amore come l’opposto della paura e dei sensi di colpa.

L’amore è la Forza universale più potente che esista, l’Amor che move il sole e l’altre stelle, scrive il Poeta. La paura, la separazione, il vento, il gelo e l’isolamento sono l’esatto opposto, come dice Dante nei primi versi del XXXIV Canto dell’Inferno.

 “…Come quando una grossa nebbia spira,

o quando l’emisperio nostro annotta,

par di lungi un molin che ’l vento gira,

veder mi parve un tal dificio allotta;

poi per lo vento mi ristrinsi retro

al duca mio, ché non lì era altra grotta.

Già era, e con paura il metto in metro,

là dove l’ombre tutte eran coperte,

e trasparien come festuca in vetro…”

Lo studioso torinese Giovanni Vota, scrive: “…L’essere umano ha due grandi paure di cui può essere schiavo anche tutta la vita: la paura della solitudine, derivante dal fatto che c’è la possibilità di separazione, e la paura della morte, derivante dal fatto che il tempo produce temporaneità”… Spiritual quantum Coaching, Ed Età dell’Acquario, 2014.

Analizzando queste frasi emerge che la prima paura sia legata allo spazio, la seconda al tempo. Lo Spazio e il Tempo sono le dimensioni nelle quali ci muoviamo, con la massa e la gravità sono espressione della nostra percezione dell’Universo.

Se tornassimo indietro nel tempo, di qualche anno, potremmo ricordarci che tra gli effetti nefasti della pandemia del 2019 furono proprio due gli eventi più significativi che colpirono la popolazione: la separazione (look down) e la paura (minaccia) della morte.

Molti definiscono la pandemia un autentico esperimento sociale per controllare con l’isolamento e la paura, un’umanità indebolita e terrorizzata.

Da questo panorama desolato, intriso di una ottusa negatività che esprimeva un mondo privo di speranza e abbandonato al potere di coloro che si arricchirono sfruttando la più evidente crisi socio-economica della storia, naquero delle realtà filosofiche e scientifiche che sembrano rompere la crosta ghiacciata del nuovo Cocito, in cui sappevamo di essere immersi.

 Naquero, quasi per magia, come bolle auree da inaspettati fondali, riempiendo di luce quel tetro buio al quale ci stavamo abituando.

La gioia interiore e la gratitudine di essere vivi, furono i testimoni di un’epoca incredibilmente complessa, furono anche i primi segnali che ci ricordarono le parole del grande Maestro Georges Ivanovič Gurdjieff, riprese dall’indimenticabile Franco Battiato“E il mio maestro m’insegnò quant’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”.

Oggi, più ancora di un tempo, ci stiamo rendendo conto che coloro che non provano alcuna empatia per l’altrui dolore si comportano come viscidi automi, troppo lubrificati, incapaci di uscire dalle logiche di un cinico egoismo che non è mai riuscito a convincere nessuno o a risolvere alcun problema.

Difficile spiegare a questi automi che solo l’incontenibile forza dell’amore potrebbe contrastare le perverse logiche delle guerre e del potere. Difficile, se non impossibile, riproporre il senso dei valori che hanno fondato intere civiltà, e senza i quali, si arriverà al cataclisma che impropriamente alcuni chiamano Apocalisse.

L’Apocalisse non è la fine del mondo, ma la rivelazione di un altro modo di intendere la vita su questo azzurro pianeta.

Se è vero che il futuro non può essere ancora determinato, è altrettanto vero che ogni essere umano possiede il proprio libero arbitrio, ovvero il diritto di scelta, per coloro che ancora hanno una propria coscienza.

E’ giunto il tempo di cambiare completamente paradigma. Forse seguendo le nuove rivelazioni degli scienziati quantistici che completano stravolgendola, la vecchia visione newtoniana della fisica classica.

La fisica quantistica, come un sottile ma robusto tappeto, si trova alla base di una millenaria costruzione di certezze, dimostrazioni, teorie e postulati, che hanno fondato tutto il nostro sapere e le nostre conoscenze.

Tirare con forza il tappeto significa far vacillare e poi crollare l’intera costruzione su cui poggia.

L’inerzia mentale, l’accidia e l’ignavia, rallentano la comprensione di una visione che si scontra con il nostro modo di pensare e di fare scienza…

Infatti lo scientismo si ribella e grida vendetta, terrorizzato dalla possibile perdita di autorità e di potere sulle intelligenze.

Anche alcune tra le più nobili menti, come Albert Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen, si ribellarono al cambio di paradigma proposto dalla nuova fisica, e, come ci ricorda Vota: “Arriviamo ora al cuore della fisica quantistica, a ciò che ha cambiato tutta la storia della scienza e per il quale dovranno essere riscritti tutti i libri di fisica: l’entanglement.

Tra tutte le verità quantistiche, quella dell’entanglement è forse la meno intuitiva.

Due oggetti separati da enormi distanze come mille anni/luce possono comunicare, in tempo reale, i cambiamenti del proprio stato. Questo significa che le informazioni viaggiano ad una velocità superiore a quella della luce? Ipotesi che non trova spazio all’interno della Teoria della Relatività ristretta.

La velocità di un corpo, secondo la teoria della Relatività, non può superare quella della luce, altrimenti la propria massa andrebbe ad infinito, e non esistono masse infinite.

Secondo un’altra ipotesi potrebbero crearsi dei tunnel, chiamati wormhole, o ponti di Einstein-Rosen, che ipoteticamente collegano punti distanti nello spazio-tempo.

Secondo la Society of Neuropsychophysiology al binomio formulato da Einstein E=M dobbiamo aggiungere anche l’informazione: E=M=I.

Informazione, Materia ed Energia sono realtà interscambiabili, al punto che ogni sistema biologico e fisico viene prodotto dall’informazione e produce, scambiandole, altre informazioni.

Riprendiamo il pensiero di Giovanni Vota: “Qualunque cosa è informazione! Ogni cosa che esiste nell’Universo è informazione, informazione pura. E l’informazione non ha spazio, non ha tempo, non ha massa e non ha gravità”. (S.Q.C.)

La fisica quantistica è esplosa senza che ce ne rendessimo conto, destabilizzando la visione del mondo delle menti più sottili della terra.

Tutto ebbe inizio il 14 dicembre 1900, quando Max Planck presentò la sua teoria sulla radiazione del corpo nero alla German Physical Society di Berlino. In quel momento, Planck introdusse l’idea che l’energia fosse emessa e assorbita in pacchetti discreti, non continui, detti Quanti.

Come ci viene ricordato dalla scienza, l’emissione di energia discreta segna la nascita della fisica quantistica, che descrive il comportamento della materia e dell’energia a livello atomico e subatomico.

Partiamo da una considerazione, innocente solo in apparenza: i corpi fisici, come quelli biologici, non hanno confini netti. Non esiste un limite definito e definibile tra dentro e fuori… noi respiriamo, ci nutriamo, scambiamo continuamente sostanze, energia e informazioni con l’ambiente… fino a comprendere che l’ambiente siamo noi e nulla può identificarci come entità separate.

Solo queste valutazioni, apparentemente semplici e inoffensive, basterebbero a far crollare la nostra immagine. Sapere di essere come delle onde che spuntano da un mare dal quale non possono distaccarsi, destinate ad essere riassorbite da quello stesso elemento, mette in evidenza l’impossibilità di esistere concretamente… eppure noi sappiamo di esistere, ne siamo spesso coscienti.

Come scrive Massimo Citro: “Le particelle sono degli stati dei campi e possono essere descritte solo in determinati istanti, quando il campo relativo interagisce con un altro campo. Esistono quando un campo urta contro uno strumento di misura, altrimenti gli elettroni non si manifestano nello spazio-tempo” (ILLUSIONE –Sperlinh e Kupfer 2025).

Lo scienziato Federico Faggin scrive: “Dopo vent’anni di studio sono arrivato alla convinzione che l’idea che esista solo una realtà oggettiva, cioè quella che si può misurare con uno strumento, dev’essere incompleta. Ci sono infatti varie realtà, come per esempio le esperienze fuori dal corpo o le esperienze di premorte, che non si possono spiegare con il paradogma meccanicistico. Come possiamo spiegarle invece tali esperienze, anziché ignorarle o negarle? Questa è la domanda che mi sono rivolto e a cui ho cercato di trovare risposta, sempre più convinto che dietro la fisica che conosciamo ci sia un’altra fisica ancora sconosciuta.” (Oltre l’invisibile – Mondadori).

Alla piena consapevolezza di appartenere a qualcosa di immensamente grande e grandioso si può giungere attraverso molte vie.

Faggin ha vissuto un’esperienza mistica che lo ha letteralmente e forse alchemicamente trasformato. La sua vita, la sua quarta vita come egli dice, lo ha fatto rinascere in una nuova dimensione, aprendogli le porte di una immensa consapevolezza.

Lo scienziato materialista rinasce come Maestro e filosofo, senza rinnegare il proprio passato acquisisce la sensibilità per concepire una nuova teoria della coscienza che include anche il libero arbitrio.

Per Faggin l’universo è formato da campi, noi stessi, in quanto seity o unità di consapevolezza siamo campi che esprimono un corpo fisico per comunicare e imparare. Lo scienziato parla di una realtà olistica, dove risulta impossibile dividere le unità (oggetti o esseri viventi) e separarle dall’ambiente. Questo punto è determinante per la comprensione del suo modello.

Prosegue. “…Aggiungo anche che, se noi crediamo di essere separati dal tutto, e lo crediamo veramente, sarà impossibile fare esperienze unitive, perché l’ego censurerà quelle che porterebbero alla negazione delle sue credenze” (Oltre l’invisibile – Mondadori).

Accettare di non essere separabili e separati dal resto dell’universo e frustrante per il proprio ego, che rischia di perdere il senso della propria esistenza. Se consideriamo il nostro corpo fisico una sorta di automobile da rottamare dopo un certo numero di anni, rischiamo di perdere il contatto con la realtà conosciuta, ma se qualcuno ci suggerisse di andare da un concessionario e di sceglierne una nuova…?

Brutalmente la reincarnazione è proprio l’espressione di questa imperdonabile banalizzazione della realtà.

Con Giordano Bruno abbiamo intuito di non essere gli unici ospiti dell’universo, con Galileo Galilei ci siamo resi conto di non essere più al centro del Cosmo, ma, come scopriranno dopo, semplici abitanti di un pianeta alloggiato in sistema stellare ai margini della galassia che conosciamo come Via Lattea.

Forse dovremo rassegnarci a naufragare dolcemente in un mare che come aveva intuito Leopardi non conosce limiti… perché infinito.

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