L’importanza dell’arte nell’evoluzione personale

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Giancarlo Guerreri

Il significato della pittura attraverso i tempi L’esigenza di rappresentare la realtà emerse...

Il significato della pittura attraverso i tempi

 

L’esigenza di rappresentare la realtà emerse fin dai primordi della storia della cultura umana. Lentamente ma costantemente nacque l’esigenza di creare ponti tra il “percepito” e l’”immaginato”.

Due grandissimi poeti tedeschi, Emmanuel Swedenborg e Novalis, introdussero la dimensione del Pensiero magico nella propria visione del mondo.

Swedenborg disse: “Tutte le apparenze e tutte le forme materiali sono solo maschere e gusci che ci fanno intravvedere le fonti più profonde della natura”, mentre Friedrich von Hardenberg, meglio noto come Novalis, pensava: “Non esiste niente in cielo e in terra che non sia anche nell’uomo”.

André Breton, il teorico del Surrealismo 1924, si chiedeva se l’arte avesse il potere magico di cambiare la vita.

Queste riflessioni emersero solo nel XX secolo, ma le rappresentazioni che le ispirarono nacquero, probabilmente con l’uomo.

I nostri antenati dovettero accettare l’idea di una realtà altra che potesse essere descritta con le semplici tecniche che possedeva. L’ocra rossa e il carbone ricoprirono le parti più buie delle caverne, creando sfondi metafisici per le loro cerimonie rituali. Le lingue di fuoco, danzando con loro, davano vita a movimenti surreali che animavano quelle forme animali che sarebbero diventate, nella realtà esterna, le loro autentiche prede.

La caverna era il luogo magico, il mondo esterno il palcoscenico della realtà: la divisione manichea tra esoterismo ed essoterismo nacque probabilmente in tali circostanze.

Venne quindi affinata la capacità di manifestare all’esterno di noi stessi, la natura di quei mondi dell’anima che vivevano nelle profondità della coscienza, custoditi e alimentati da una forza interiore, originata da una autentica forma di spiritualità.

La caverna divenne anche il simbolo del mito di Platone, nel quale si narra di alcuni individui incatenati all’interno di una grotta, protetti da un muro di roccia che impediva loro di vedere l’ingresso e l’esterno della caverna.

Un grande fuoco, posto alle loro spalle illuminava dei personaggi che passavano tra l’ingresso e il muro, le cui ombre erano proiettate sulla parete che stava di fronte agli uomini legati.

Quello che i poveretti potevano vedere era solamente l’ombra di ciò che definiamo realtà.

Il mito, in sostanza, ci dice che con i nostri sensi non possiamo giungere alla conoscenza completa e ciò che vediamo è solamente il riflesso o l’ombra di quello che appartiene alla Dimensione oggettiva.

Un compito dell’artista è quello di svelare il mistero dell’apparenza delle cose e regalarci differenti prospettive che possano aprire la mente.

Dove sono le idee che non abbiamo ancora? Dove sono le immagini che non abbiamo ancora dipinto o le melodie che non abbiamo ancora composto?  Dove sono le forme che non abbiamo ancora scolpito, i libri che non abbiamo ancora scritto e le poesie che non abbiamo ancora creato?

Un velo, forse quello di Maya, sembra dividere ancora due distinte realtà. Come il sonno e la veglia appaiono reali a coloro che stanno sognando o che sono svegli, così il mondo trascendente manifesta l’autentica natura dell’inesprimibile che emerge nel mondo immanente, per farsi riconoscere.

L’Arte, intesa come somma di tutte le manifestazioni artistiche, diventa un ponte tra il mondo magico e quello della quotidianità.

L’Artista, autentico, assurge al ruolo di intermediario tra le due realtà, ovvero colui che “vede” il mondo trascendente con gli occhi dello spirito, oppure che “ode” i suoni che si compongono in nuove armonie nella propria mente. Il suo compito sarà quello di manifestare con la tecnica quello che vede e quello che sente, per renderlo visibile ed udibile a tutti gli altri.

Tramite questa alchimia interiore il noto acronimo di Basilio Valentino, il V.I.T.R.I.O.L., Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem, diventerà l’effettivo catalizzatore del processo di realizzazione interiore che farà comprendere, anche all’Artista stesso, l’autentico significato del proprio Lavoro.

Da questa prospettiva l’Artista diventa sciamano, intermediario tra due mondi opposti ma consustanziali, ruolo che gli permetterà di realizzare il compito di questa incarnazione, conducendolo verso la Realizzazione interiore.

Ciò che ci appare della cosiddetta realtà non coincide con l’autentica Realtà. I nostri cinque sensi sono limitati dalla loro struttura e percepiscono solamente una parte infinitesimale delle radiazioni elettromagnetiche emesse nello spazio.

Lo spettro visibile che percepiamo, quello che si manifesta nei colori che vanno dal rosso al violetto, è nulla rispetto a quello che viene emesso e che viaggia nel cosmo. Lo stesso vale per le onde sonore.

Se fossimo in grado di percepire le radiazioni ultraviolette, i raggi gamma o le microonde, potremmo dipingere un universo completamente diverso da quello che conosciamo… ma non meno reale.

L’arte nel medioevo si sforzò di rappresentare al meglio la realtà, per rendere i racconti biblici e i punti più importanti dei Vangeli, ben visibili e comprensibili  anche alla popolazione in massima parte analfabeta.

Al periodo medievale del Romanico e del Gotico fecero seguito tre periodi straordinari:

Rinascimento (1350-1550), L’arte rinascimentale pone l’uomo al centro dell’universo, esaltando la sua dignità e il suo valore. Gli artisti iniziano a rappresentare figure umane in modo più realistico, con attenzione ai dettagli anatomici e all’espressione delle emozioni. MasaccioBrunelleschiDonatelloMichelangelo BuonarrotiLeonardo da VinciRaffaello,  Botticelli.

Un’unica grande eccezione fu quella di Hieronymus Bosch, il pittore fiammingo (1453-1516), che fu, secondo molti critici, l’antesignano sia dell’espressionismo, che voleva svelare il lato mostruoso della società, che del surrealismo che ha dipinto i sogni e gli incubi dell’essere umano.

Bosch, proveniente da una famiglia benestante, ebbe la rara opportunità di poter esprimere attraverso le proprie opere quello che desiderava, senza eccessive intrusioni da parte di facoltosi committenti.

Alcuni esempi del linguaggio simbolico di Bosch che rappresentano episodi religiosi e credenze popolari, fanno riferimento a una cultura fatta di magia e di alchimia e contengono un insegnamento esoterico, mascherato da una ricca simbologia allegorica.

Molti hanno affermato che i quadri di Bosch siano stati tra i primi a essere trasformati in Meme. Riferendosi al noto scritto di Clinton Richard Dawkins “Il gene egoista”, nel quale le idee simboliche (Memi) si affermano nell’ambiente con la stessa metodologia della darwiniana Selezione Naturale dei Geni del DNA.

Manierismo (1520-1600) rappresenta una corrente che si sviluppa in Italia a partire dagli anni ’20 del XVI secolo, caratterizzata da una ricerca di stile e di eleganza artificiale, allontanandosi dalla perfezione rinascimentale. Questa corrente si definisce per un’arte “alla maniera dei grandi maestri del Rinascimento”, come Leonardo da Vinci, Raffaello e Michelangelo, ma con un’esasperazione di alcune caratteristiche, creando opere che sono caratterizzate da forme allungate, pose innaturali e una complessità formale ArcimboldoPontornoRosso Fiorentino.

Barocco (1600-1750) l’uso di colori vivaci e contrastanti, la rappresentazione di movimento e attività, l’uso di luci e ombre per creare profondità e drammaticità, e l’attenzione ai dettagli furono la cifra di questo periodo rappresentato da due maestri come Caravaggio (1571-1610) e Diego Velázquez (1599-1660).

Gli artisti cercarono, di rappresentare nelle forme e nelle composizioni i canoni estetici di un mondo ideale per accontentare i vari committenti, religiosi e laici, dipingendo un mondo ideale che si avvicinasse, il più possibile, a quello percepito dai propri sensi.

La Metamorfosi dell’Arte, da fedele rappresentazione della Realtà percepita a espressione di una visione personale nasce con l’Impressionismo e si sviluppa nei 50 anni successivi tra il 1870 e il 1924, con il Futurismo, il Cubismo, l’arte Metafisica, l’Espressionismo e il Surrealismo.

L‘Impressionismo è un movimento artistico sviluppato in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell’Ottocento. Il gruppo degli impressionisti si formò nel 1860. Si diffuse sull’intero continente europeo attraverso le opere di pittori come Claude MonetPierre-Auguste Renoir, Berthe Morisot, Alfred Sisley, Franz Bunke, Ivan Grohar, Francisco Llorens-Diaz…

Ll’Impressionismo rappresenta il moto delle emozioni dall’esterno all’interno, che avviene nella coscienza soggettiva dell’artista quando  osserva il mondo. Viene così rappresentato quello che ispira la natura.

Futurismo è stato un movimento artistico e culturale italiano che, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, ha rivoluzionato l’arte e la cultura italiana, influenzando anche la cultura europea. Nasce con il manifesto di Filippo Marinetti del 1909.

Ha portato ad un rinnovamento della pittura, della scultura, dell’architettura, della musica, del teatro e del cinema, con un’attenzione particolare alla velocità, al dinamismo e al movimento.

Cubismo è un movimento artistico di avanguardia del XX secolo. Il manifesto del Cubismo è generalmente considerato “Les Demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso, realizzato tra giugno e luglio del 1907 caratterizzato dalla scomposizione delle figure in forme geometriche e dalla sovrapposizione di diversi punti di vista. Questo movimento, spesso associato a Pablo Picasso e a Georges Braque, ha rivoluzionato la rappresentazione dello spazio e delle forme, introducendo nuove tecniche come il collage e l’assemblage.

LArte Metafisica nasce in Italia, più precisamente a Ferrara, nel 1917, grazie all’incontro tra Giorgio de Chirico e Carlo Carrà. L’arte metafisica è un movimento artistico che si sviluppa dopo il futurismo e si caratterizza per la rappresentazione di spazi e oggetti in modo enigmatico e surreale, spesso con una forte componente simbolica e spirituale.

LEspressionismo fu un movimento artistico europeo d’avanguardia che si diffuse nel primo ventennio del Novecento inizialmente in Germania, come reazione al naturalismo e all’impressionismo e influenzato da artisti come Van Gogh, Ensor, Munch e Gauguin.

L’Espressionismo esprime l’esaltazione intensa delle emozioni umane, cercando di trasferire sulla tela sensazioni come la paura, l’angoscia, la rabbia e la gioia.

Esprimere le emozioni umane e le rappresenta attraverso l’arte. L’Espressionismo costituisce il moto inverso, dall’interno verso l’esterno, dove le emozioni dell’artista piovono direttamente sulla tela.

Surrealismo nasce ufficialmente a Parigi nel 1924, con la pubblicazione del “Manifesto del Surrealismo” di André Breton. Furono surrealisti Dalì e Apollinaire.

Il Surrealismo nasce ufficialmente a Parigi nel 1924, con la pubblicazione del “Manifesto del Surrealismo” di André Breton. Il Poeta André Breton, dopo aver attentamente studiato Sigmund Freud, considerò inaccettabile il fatto che il sogno e l’inconscio avessero avuto così poco spazio nella civiltà moderna e pensò, quindi, di fondare un nuovo movimento artistico e letterario in cui essi avessero un ruolo fondamentale.

I maggiori rappresentanti del Surrealismo furono il pittore Salvator Dalì e il poeta e scrittore Guillaume Apollinaire, morto nel 1918.

Il surrealismo è quel processo in cui l’inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, si manifesta anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati, nati dalla parte razionale della psiche.

Ciò che appare agli occhi dell’artista viene quindi elaborato in varie forme, che traducono la visione del mondo esterno o quella del proprio mondo interiore, in una soggettività assoluta.

La realtà che ci pare oggettiva si spoglia per assumere le caratteristiche di una autentica soggettività che mette a nudo le emozioni dell’artista.

Il Vero e il Reale spariscono e si esprimono nel relativismo soggettivo: il sogno diventa realtà e ciò che immaginiamo come pura fantasia diviene reale.

Quando viene rotto il diaframma tra immaginazione e realtà percepita, tutto perde la propria oggettività e le ancore intellettuali della razionalità cedono alla visione del artista folle, che apre la nostra mente a ciò che è, senza essere realmente.

Se ciò avviene significa che l’opera entra in profondo rapporto con l’osservatore, concedendogli di accedere agli spazi di un universo sconosciuto, che intimamente rappresenta l’autentica visione dell’artista.

Comprendere che ciò che siamo abituati a percepire con i nostri cinque sensi non corrisponda necessariamente alla cosiddetta Realtà, può essere scioccante e forse pericoloso, ma è altrettanto vero che, ad esempio, le immagini dello Spazio non esisterebbero senza la tecnologia dei telescopi sensibili a frequenze che non potremmo vedere con i nostri occhi.

La realtà che noi percepiamo è continuamente rielaborata sia dalle macchine che ci consentono di guardare lontano o nell’ultrapiccolo, che dal nostro stesso cervello.

La percezione delle cose cambia incessantemente, mettendo in evidenza, spesso a livello inconscio, quale sia l’autentica differenza tra guardare e vedere, o tra sentire e ascoltare.

Il cervello è solamente una macchina biologica che raccoglie ed elabora frequenze elettromagnetiche, mentre la Coscienza, che non appartiene al Piano fisico, è il vero Osservatore consapevole della relatività di ciò che ci è dato percepire.

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