Viaggio astrale 29.11.25

Immagine di Giancarlo Guerreri

Giancarlo Guerreri

  Nello vagar del Sol, tra l’ore quelle, in dove scuro cielo...

 

 

Nello vagar del Sol, tra l’ore quelle,

in dove scuro cielo si distende,

a riveder di notte vive Stelle,

 

lo mio pensier, sue ali vi protende.

E vola senza udir parole nuove,

lontano dalle voci ch’entro sente,

 

lontan dalli desii che entro move.

E sente d’astri forza che lo chiama,

la Luna, dopo Marte fin a Giove,

 

e dopo nella notte che reclama,

attratto da silenzio che si tocca,

sedotto da una forza che ti ama,

 

entrai nel buio spazio di una bocca.

E tutto si traduss’in un vedere,

che tutto di color entro trabocca,

 

e suoni si udir tra quelle sfere,

che corpi non potrebber transitare,

perché lor consistenze sono vere.

 

Compresi che lo Spirto pote andare,

se sciolto dagli orpelli della carne,

laddove gnuno pote mai pensare.

 

In fondo all’abisso puoi trovarne,

di loci che si mostran misteriosi,

‘si tanto che non puoi neppur parlarne:

 

son l’ombre ch’agitaron li marosi,

che entro la tua mente si rovella,

nei folli suoi fantasmi spaventosi,

 

e ora son nel core di una stella.

Più oltre novo spazio si dilacca,

e nascon novi sol che poi modella,

 

le nove forme che, lo spazio vole.

E voli oltre quel che nero era,

e che ti pare ora un bianco Sole,

 

che beve l’infinito della sera.

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